Panatta: “Sinner come Haaland”. Poi la teoria su Cahill: “È rimasto perché…”

L’ex tennista azzurro ha commentato la vittoria di Jannik alle Finals: “Non ha perso neanche un set in tutto il torneo, ha proprio una marcia in più”

Ospite fisso de La Domenica Sportiva, in onda su Rai 1, Adriano Panatta ha commentato il successo di Jannik Sinner contro Carlos Alcaraz nella finale delle Nitto App Finals. Il 24enne di San Candido è stato praticamente perfetto portandosi a casa il secondo successo nel torneo dei maestri dopo la prima affermazione dello scorso anno. L’azzurro non ha perso nemmeno un set in tutta la manifestazione e ha mostrato una solidità impressionante, anche dinanzi al numero uno che, a fine gara, ha fatto i complimenti all’amico-rivale senza cercare scuse: “Non ho perso per il dolore alla gamba”.

Panatta incensa Sinner

L’ex tennista italiano, vincitore della prima, storica Coppa Davis conquistata dagli azzurri in Cile nel 1976 (i suoi compagni d’avventura furono Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli, mentre Nicola Pietrangeli era il capitano non giocatore), anno in cui vinse anche a Roma e il Roland Garros di Parigi, commenta: Sinner è umano, anche se certe volte sembra un po’ robotico. Io credo che somigli un po’ ad Haaland. Al di là di questo, la finale delle Atp Finals è stata una partita stupenda, che ha fatto vedere le anime dei due giocatori più forti del circuito. Alcaraz è un tennista più talentuoso, fantasioso ed estemporaneo, ma contro un Sinner così pragmatico nel suo gioco e forte mentalmente, dove in tutti i punti importanti è riuscito a prevalere, c’è stato poco da fare. Un match che è andato avanti con grande equilibrio. Dovete pensare che Jannik ha vinto senza perdere una sola partita e alcun set, vuol dire proprio avere una marcia in più”.

 

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Panatta analizza il successo di Sinner contro Alcaraz

Panatta si sofferma poi su un aspetto: Sinner è un giocatore straordinario, che ha nella testa la sua parte migliore. Scende in campo con le idee chiare - continua -, poi ci riesce quasi sempre. A un certo punto le percentuali di servizio di prime in campo erano nettamente a favore di Alcaraz, ma lui era sempre avanti. Riesce sempre a compensare in qualche modo: quando sbaglia troppo da fondo, gioca benissimo al servizio; quando non è perfetto alla battuta, è solidissimo da fondo. L’ho visto in questa partita come lo ricordavo 3 mesi fa, ovvero un tennista che da fondo è granitico, tirava molto forte e si muoveva molto bene. L’altro ha fatto dei miracoli e anche degli errori grossolani. Alla fine vince quasi sempre Jannik e contro Alcaraz ha vinto con pieno merito. L'infortunio non l’ha condizionato perché lui si è messo molto bene, probabilmente ha avuto una piccola contrattura. Nella spinta dei piedi era sempre lui”.

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Panatta sicuro: “Sinner può conquistare il Grande Slam"

Sull’ipotesi della conquista del Grande Slam, Panatta ha le idee piuttosto chiare: “Secondo me è più facile che un giorno lo faccia Sinner piuttosto che Alcaraz. Jannik è più costante, solido, gioca bene su tutte le superfici. Hanno sempre detto che l’azzurro sulla terra era più in difficoltà, ma poi abbiamo visto al Roland Garros coi tre match-point… Io credo proprio che possa farlo, il fatto che Cahill rimanga io ritengo che sia per questo obiettivo. Sinner lo può fare, ne sono convinto. Lui, come tutti i giocatori, deve migliorarsi costantemente. Lo ha dimostrato attraverso l’applicazione, il servizio è molto più costante. Può migliorare molto a rete perché fa più fatica sulle palle basse, lì potrebbe giocare delle volée più in appoggio. Può rafforzarsi fisicamente”. Infine una battuta sulla Coppa Davis: “L’idea di farla giocare ogni due o tre anni potrebbe essere un’iniziativa buona per il tennis moderno”.

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Ospite fisso de La Domenica Sportiva, in onda su Rai 1, Adriano Panatta ha commentato il successo di Jannik Sinner contro Carlos Alcaraz nella finale delle Nitto App Finals. Il 24enne di San Candido è stato praticamente perfetto portandosi a casa il secondo successo nel torneo dei maestri dopo la prima affermazione dello scorso anno. L’azzurro non ha perso nemmeno un set in tutta la manifestazione e ha mostrato una solidità impressionante, anche dinanzi al numero uno che, a fine gara, ha fatto i complimenti all’amico-rivale senza cercare scuse: “Non ho perso per il dolore alla gamba”.

Panatta incensa Sinner

L’ex tennista italiano, vincitore della prima, storica Coppa Davis conquistata dagli azzurri in Cile nel 1976 (i suoi compagni d’avventura furono Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli, mentre Nicola Pietrangeli era il capitano non giocatore), anno in cui vinse anche a Roma e il Roland Garros di Parigi, commenta: Sinner è umano, anche se certe volte sembra un po’ robotico. Io credo che somigli un po’ ad Haaland. Al di là di questo, la finale delle Atp Finals è stata una partita stupenda, che ha fatto vedere le anime dei due giocatori più forti del circuito. Alcaraz è un tennista più talentuoso, fantasioso ed estemporaneo, ma contro un Sinner così pragmatico nel suo gioco e forte mentalmente, dove in tutti i punti importanti è riuscito a prevalere, c’è stato poco da fare. Un match che è andato avanti con grande equilibrio. Dovete pensare che Jannik ha vinto senza perdere una sola partita e alcun set, vuol dire proprio avere una marcia in più”.

 

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