Pagina 2 | Juve-Fiorentina: da Miretti e Scudetto a crisi e ansia Champions. E Chiesa...

Federico Chiesa c'è. Due giorni prima della sfida cruciale con la Fiorentina l'attaccante bianconero torna a lavorare sul campo dopo lo stop di giovedi dovuto a una leggera forma influenzale. Sembrava non fosse niente di grave e così è stato, con il numero 7 della Juventus regolarmente in gruppo per la seduta quotidiana agli ordini di Allegri. E proprio Max (conferenza alle 14 sabato) è il primo tra i tifosi juventini a tirare un sospiro di sollievo, vista l'importanza dell'impegno all'orizzonte. Superato a pieni voti il primo esame da non fallire, la semifinale di andata di Coppa Italia - 2-0 secco allo Stadium, marcatori proprio Fede e un redivivo quanto trascinatore Vlahovic - adesso c'è da raddrizzare l'andamento in campionato, pericolosamente pericolante da due mesi a questa parte. E di fronte c'è il peggiore degli avversari.

Fiorentina sulle ali dell'entusiasmo

La squadra di Italiano ha assorbito e scaricato sul campo il dolore per la perdita di Joe Barone e si avvicina alla sentitissima sfida alla Juve sulle ali dell'entusiasmo e con il calendario pieno. L'eurogol di Mandragora in Coppa Italia ha fatto strada verso la finale, ma c'è anche il sogno europeo con i quarti di Conference League non certo insuperabili contro il Viktoria Plzen, proprio subito dopo la sfida di campionato dello Stadium (andata l'11 marzo in Repubblica Ceca). Fare il colpaccio a Torino, anche se la classifica in Serie A non fa pensare a incredibili rimonte, sarebbe la ciliegina sulla torta di questo magic moment viola.

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Fermare l'attacco viola: il lavoro alla Continassa

Ma come mai la Fiorentina non ha fatto il salto di qualità per lottare con le big quest'anno? Il tasto dolente è sicuramente la fase offensiva, che non raccoglie quanto semina l'impostazione di gioco del tecnico nato a Karlsruhe. Bella ma spesso sterile, la Viola ha difficoltà ad andare in rete. E alla Continassa, siccome in Coppa si è riusciti a tornare alla piacevole abitudine del clean sheet, ieri si è lavorato in maniera approfondita sulla fase difensiva, con esercizi mirati su disposizione della squadra e possesso palla schierato. Vincere non è importante, ma è l'unica cosa che conta e viene più facile se non si subisce gol...

Chiesa-Vlahovic, i grandi ex: Max si affida alla coppia-gol

Poi però ecco, per vincere i gol andrebbero anche fatti e contro la Lazio sono arrivati dai più attesi: il destro di Chiesa e il sinistro di Vlahovic non hanno lasciato scampo e si candidano ad essere protagonisti anche nella loro sfida da grandi ex, contro quei colori che li hanno visti crescere e sbocciare prima dell'approdo a una big, a suon di milioni sborsati da Torino e atterrati a Firenze: prima Fede, talento offensivo italiano più brillante da anni a questa parte, e poi Dusan, pescato da Corvino nei Balcani e diventato grande in viola e uomo in bianconero. La coppia in cui il tifo juventino ripone tutte le speranze per tornare a festeggiare una vittoria anche in campionato e quella su cui fa affidamento il tecnico per rinsaldare la sua panchina traballante...

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All'andata? Sembra preistoria, -2 dall'Inter e Miretti-gol

Era inizio novembre e la Juventus aveva appena iniziato una striscia che, a rivederla ora, sembra pazzesca: a Firenze 1-0 di pieno corto muso, con i padroni di casa ad attaccare furiosamente e a rimbalzare contro il muro di gomma bianconero eretto a difesa del gol firmato Miretti, la sua prima gioia juventina e professionista con un piattone di prima sull'assist di Kostic. I bianconeri erano in fase di pieno decollo, quinta vittoria in sei partite (con un pari) dopo lo spettacolo poco edificante dei quattro gol presi nella tragicomica sconfitta col Sassuolo.

Tra settembre, ottobre, novembre, dicembre e gennaio sarebbero arrivati oltre a questi sei altri tredici risultati utili, per un totale di diciannove consecutivi considerando anche le vittorie con goleade in Coppa contro Frosinone e Salernitana. Una marcia da sogno, da tricolore, sbriciolatasi dopo la sconfitta nella sfida scudetto con l'Inter: a quella sconfitta se ne sono aggiunte altre tre (Udinese, Napoli e Lazio) e tre pareggi  (Verona, Atalanta e Genoa), con l'unica gioia regalata da Rugani al 94' del duello col Frosinone. Più che sliding doors, sliding stones, rolling, ma verso valle, pericolosamente: una frana da arrestare prima che il danno diventi irreparabile.

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Fermare l'attacco viola: il lavoro alla Continassa

Ma come mai la Fiorentina non ha fatto il salto di qualità per lottare con le big quest'anno? Il tasto dolente è sicuramente la fase offensiva, che non raccoglie quanto semina l'impostazione di gioco del tecnico nato a Karlsruhe. Bella ma spesso sterile, la Viola ha difficoltà ad andare in rete. E alla Continassa, siccome in Coppa si è riusciti a tornare alla piacevole abitudine del clean sheet, ieri si è lavorato in maniera approfondita sulla fase difensiva, con esercizi mirati su disposizione della squadra e possesso palla schierato. Vincere non è importante, ma è l'unica cosa che conta e viene più facile se non si subisce gol...

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Poi però ecco, per vincere i gol andrebbero anche fatti e contro la Lazio sono arrivati dai più attesi: il destro di Chiesa e il sinistro di Vlahovic non hanno lasciato scampo e si candidano ad essere protagonisti anche nella loro sfida da grandi ex, contro quei colori che li hanno visti crescere e sbocciare prima dell'approdo a una big, a suon di milioni sborsati da Torino e atterrati a Firenze: prima Fede, talento offensivo italiano più brillante da anni a questa parte, e poi Dusan, pescato da Corvino nei Balcani e diventato grande in viola e uomo in bianconero. La coppia in cui il tifo juventino ripone tutte le speranze per tornare a festeggiare una vittoria anche in campionato e quella su cui fa affidamento il tecnico per rinsaldare la sua panchina traballante...

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