Difensori: Bremer 8 comanda
C'è una Juve con Bremer e una Juve senza Bremer. Il difensore brasiliano è di gran lunga la colonna portante della difesa bianconera e quando è stato infortunato, purtroppo troppo a lungo, la differenza si è fatta sentire. "Ho avuto questo brutto infortunio ma sono tornato bene, anche mentalmente", ha detto dopo il tanto atteso ritorno in campo. Motta e Tudor prima, Spalletti ora: tutti gli allenatori della Vecchia Signora hanno puntato con forza su di lui, affidandogli le chiavi della retroguardia. Solido, veloce, fisico, attento: ha sbagliato poco o nulla. Certezza totale, assoluta, un pilastro per una Juve che vuole vincere, che abbia fame come lui. COLOSSO
Kalulu 7
Un primo impatto devastante ma anche errori che sono costati punti pesanti e infine la rinascita con Spalletti. La Juve per meno di 18 milioni si è assicurata dal Milan un giocatore che, al netto di qualche amnesia difensiva di troppo, è forte e soprattutto duttile. Il francese in stagione ha giocato come braccetto di una difesa a tre, come esterno di centrocampo a cinque e come terzino destro. Il meglio da lui lo ha tirato fuori Spalletti, che lo ha valorizzato chiedendogli inserimenti in velocità e compiti anche offensivi. In questa stagione ha già segnato 1 gol e fornito 2 assist, sempre titolarissimo. Ora vale almeno 10 milioni in più. PIERINO CONTRO TUTTI
Gatti 6.5
Non sarà il difensore più pulito tecnicamente o preciso nelle uscite, ma ha una grinta e una passione più uniche che rare, sulle palle alte è una certezza e un pericolo costante per gli avversari, se c'è da marcare duro è l'uomo da scegliere. L'ex Frosinone ha dato tutto per i colori bianconeri, senza mai una parola fuori posto, neanche nei momenti più duri. Importante in campo e ancor di più all'interno dello spogliatoio. Con Spalletti sta giocando un po' meno ma per saggiarne le qualità basta sapere che uno come Allegri lo vuole al Milan. Messo in discussione tanto, forse troppo: tutti a magnificare Acerbi per la marcatura di Haaland nella finale di Champions poi persa dall'Inter, nessuno ricorda che l'ultimo difensore italiano - che meriterebbe di gran lunga la nazionale - ad annullare l'alieno norvegese era stato proprio lui in Champions. GATTI, NON PUGNETTE
Kelly 5.5
Arriva dal nulla e le sue prestazioni sono sciagurate: la prima parte del suo 2025 è stata da horror, unica nota positiva la tenuta fisica. Spalletti ha compattato la difesa e sta riuscendo a non sfigurare in questa parte di stagione. 14 presenze sia al centro della difesa che come braccetto sinistro. L'inglese è cresciuto tanto ma continua a non dare sempre le giuste garanzie. Il livello che serve per vincere è un altro e i 21 milioni spesi fin qui non sono stati ripagati, non raggiunge la sufficienza nell'anno e continua a non sembrare da Juventus. All'offerta della quale, d'altronde, non credeva neanche lui. COSA CI FACCIO QUI
Difensori/2: dal 6 di Rugani a...
8 presenze e 350 minuti in campo tra Serie A e Champions League con la maglia della Juve in questo 2025. Non è una prima scelta, ma resta un'alternativa valida ai titolari su cui Spalletti può contare. Chi si rivede, di ritorno, una delle facce che ha visto tutta la Juve vincente del decennio scorso, e che resterà ancora perché ha rinnovato con i bianconeri fino al 2028. Una scelta chiara da parte del giocatore e della società: Rugani è da Juve. Ah, ha giocato titolare contro il Real Madrid e contro di lui Mbappé ha finito la partita senza segnare, mettendo fine a una striscia continua quasi infinita. MBAPPE CHI?
Cabal 5.5
Aveva iniziato la stagione 2024/25 in maniera promettente ma poi un infortunio al crociato lo ha fermato, costringendolo a saltare gran parte del 2025. In questa stagione, il colombiano ha lentamente ritrovato la condizione fisica ma è stato comunque fermato da qualche problema fisico di troppo. Nonostante questo, però, è riuscito a segnare due reti pesantissime: quella dell'1-1 contro l'Atalanta e quella della vittoria contro il Bologna. Dei 34 punti conquistati in Serie A, 4 sono tutti suoi. Si sarebbe potuto meritare un 6, ma non lo abbiamo visto in campo abbastanza e quando lo ha fatto è sembrato spesso acerbo e poco attento. CROCE E DELIZIA.
Rouhi S.V.
L'esterno sinistro con Thiago Motta aveva trovato un po' di spazio, lanciato dall'ex tecnico del Bologna insieme a Mbangula e altri giovani. Poi l'italo brasiliano è stato esonerato e lui è tornato in panchina. Nella stagione 2025/26 è ancora a zero presenze in Serie A ed è tornato a fare la spola con la Next Gen. Impossibile valutarlo. NON ALL'ALTEZZA
Veiga 6,5
"Mai innamorarsi di un giocatore in prestito", un detto che viene spesso utilizzato nel mondo del calcio e che anche in questo caso è perfettamente valido. 6 mesi a Torino, 15 presenze e 1 assist, una parentesi breve ma ricca di grinta quella del portoghese, che in una stagione a tratti disastrosa è riuscito a essere decisivo e soprattutto a entrare nel cuore dei tifosi. L'estate scorsa l'addio, annunciato e inevitabile, e la decisione di non investire sul suo cartellino. Poi il ritorno al Chelsea e il trasferimento al Villarreal, dove gioca titolare e sta lottando con Barcellona e Real Madrid in campionato. RENATO NON A ZERO
Savona 6.5
Pronti, via: Motta lo lancia subito titolare in Serie A, promuovendolo dalla Next Gen. Una scelta che si rivela una delle poche cose buone fatte dall'allenatore italo-brasiliano a Torino. Il terzino italiano si è messo in tasca clienti scomodi come Leao e Kvaratskhelia all'esordio nella massima serie, segnando anche gol e cambiando anche ruoli con Thiago. Da qui i primi problemi: tanti minuti, un po' di fatica, un infortunio e un rendimento altalenante nella seconda parte di stagione. In estate Comolli lo vende, altro prodotto delle giovanili che poteva restare e ben figurare. Per i tifosi bianconeri è già un rimpianto: al Nottingham Forest si è già affermato e i tifosi inglesi se lo godono. ENTRO, SPACCO, VENDUTO CIAO
