Pagina 3 | Chi resta, chi parte e chi è in bilico: futuro Juve tra certezze e allarmi da Yildiz a McKennie e Cambiaso

La pesantissima sconfitta della Juve contro il Galatasaray in Champions League ha chiarito una volta per tutte che in questa squadra ci sono troppi giocatori non all'altezza della storia di questo grande club. L'ingresso in campo di Cabal è stato disastroso e ha condannato la squadra di Spalletti, mentre l'uscita dal campo di Bremer per infortunio ha messo in evidenza tutte le lacune difensive della retroguardia. La soluzione al problema? Provare a vendere chi non ha convinto e sostituirlo con metodo e visione per ricostruire una Juve vincente. Non tutto però è da buttare: ci sono delle certezze da cui ripartire (poche), alcuni giocatori ormai con le valigie in mano e altri il cui futuro è ancora un mistero.

Yildiz, Bremer e Locatelli: i pilastri della squadra

Kenan Yildiz -  Quando si parla di certezze, è impossibile non partire da lui. Il turco è la superstar della squadra, fuoriclasse per il presente e per il futuro. Il classe 2005 ha da pochissimo rinnovato il contratto con la Vecchia Signora fino al 2030, chiaro segnale di come sia lui il top player da cui ripartire. E se il talento di Yildiz si era già intravisto nelle scorse stagioni, quest'anno i suoi numeri sono ottimi: fin qui, 9 gol e 8 assist in 34 presenze tra tutte le competizioni.

Gleison Bremer - Cercando sul vocabolario la definizione di "solidità" probabilmente uscirà il suo nome. Il brasiliano è la colonna portante della difesa della Juve e senza di lui i bianconeri fanno terribilmente fatica. Rapidità, precisione e personalità sono solo alcuni delle sue tante qualità. Con lui in campo la Vecchia Signora questa stagione ha vinto il 58% delle volte, senza solo il 35%. I problemi fisici sembrano sempre più frequenti ma quando sta bene è imprescindibile.

Manuel Locatelli - È stato criticato per tanto, troppo tempo. Il capitano bianconero, però, ci ha sempre messo la faccia, anche nei momenti peggiori. Dall'arrivo di Spalletti la situazione è cambiata e il centrocampista italiano è tornato a fornire prestazioni di livello e soprattutto a sorridere. La Juve ripartirà anche da lui.

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Juve, altre 4 certezze da cui ripartire

Khephren Thuram - Se Locatelli è il cervello del centrocampo bianconero, il francese è il motore. Gamba, muscoli e personalità: Khephren ha strappi e inserimenti che nessun altro giocatore in squadra possiede. Anche se a volte commette degli errori in fase di impostazione, il suo rendimento è in crescita costante e Spalletti non può farne a meno.

Pierre Kalulu - Guai a chiamarlo semplicemente terzino. Pierre si sta trasformando in un esterno capace anche di offendere, quasi un attaccante aggiunto. Le sue sovrapposizioni sono sempre pericolosissime, come dimostrano i 2 gol e 4 assist in Serie A. Solo un'espulsione ingiusta contro l'Inter poteva fermarlo.

Francisco Conceicao - Dopo Yildiz, il portoghese è l'unico altro giocatore insieme a Boga in grado di saltare l'uomo con facilità e creare superiorità numerica sulle fasce. La costanza non è la sua dote migliore ma quando è in serata Francisco è una delle armi più pericolose dell'arsenale della Juve. Rapidità da vendere.

Fabio Miretti - È stato per anni tra i grandi talenti della Next Gen non ancora pronti per sbocciare. Dall'arrivo di Spalletti, però, il centrocampista italiano sta trovando sempre più spazio. Non è un titolare fisso ma si sta dimostrando una validissima alternativa sulla trequarti. Il talento c'è e in prospettiva non può che crescere ancora.

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Da Gatti a Zhegrova: i giocatori in partenza

Federico Gatti - Tanta grinta e personalità, ma non basta. Il difensore italiano è subentrato al posto di Bremer contro il Galatasaray e ha dimostrato di non essere neanche lontanamente allo stesso livello del brasiliano. Alla giusta offerta può essere venduto.

Juan Cabal - Semplicemente disastroso. Se nelle altre uscite stagionali (non molte) il colombiano aveva fatto intravedere buone cose, in Champions League la sua prestazione è stata da insufficienza gravissima. L'impressione è che non abbia la mentalità giusta per poter giocare sotto pressione e ad alti livelli.

Lois Openda - Con le maglie di Lens e Lipsia ha segnato più di 60 gol in 3 stagioni ma con la Juve non è scoccata la scintilla. Il belga sta facendo tantissima fatica e fin qui ha trovato soltanto 2 reti. Con David infortunato, Spalletti ha preferito mettere McKennie centravanti a lui, chiaro segnalo di come l'allenatore non creda nelle sue qualità. Verrà riscattato per più di 40 milioni di euro, ma il suo futuro non sembra poter essere a Torino.

Edon Zhegrova - AAA cercasi Zhegrova. Acquistato in estate per circa 18 milioni di euro tra parte fissa e bonus, l'esterno kosovaro ha trovato fin qui pochissimo spazio. Appena 374 minuti in campo per il classe 1999, che non riesce a tornare al 100% della forma. Spalletti chiede ai suoi esterni maggiore propensione difensiva e spirito di sacrificio ed Edon non sembra rispondere a questo identikit.

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Adzic, Perin, Kostic e Milik ai saluti

Vasilije Adzic - Tanto, tantissimo talento inespresso e un gol all'Inter che ancora fa sognare i tifosi della Juve. Per il resto il montenegrino non è riuscito a ritagliarsi un grande spazio. Collocazione tattica poca chiara nel 4-2-3-1 di Spalletti e ancora tanto da migliorare dal punto di vista della mentalità. Potrebbe partire a luglio, magari in prestito.

Mattia Perin - Il secondo portiere per eccellenza, che sarebbe titolare in tante squadre di Serie A e non solo. Non a caso a gennaio ha rischiato di lasciare Torino per andare al Genoa e l'impressione è che la prossima estate possa salutare davvero.

Filip Kostic - Nasce come esterno di centrocampo a cinque ma Spalletti lo sta facendo entrare come alternativa a partita in corso sulla trequarti o terza opzione come terzino sinistro dietro Cambiaso e Cabal. Basterà per garantirgli la conferma? Difficile. Se arriverà una buona offerta potrebbe essere venduto.

Arek Milik - L'ultima partita ufficiale giocata dal polacco con la Juve risale al 25 maggio 2024. Basterebbe questo per spiegare per quale motivo è in partenza. Trovargli una nuova squadra dopo due anni di inattività sembra quasi imposibile, ma il suo contratto scadrà nel giugno 2027. Più probabile pensare alla risoluzione.

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Da David al futuro di McKennie: tanti titolari a rischio

Jonathan David - Nel corso di tutto gennaio, Spalletti ha chiesto a gran voce un attaccante con caratteristiche diverse, una punta di peso che potesse giocare spalle alla porta. Il canadese non ha di certo queste caratteristiche e anzi è quasi una seconda punta, ma non sta deludendo del tutto al centro dell'attacco bianconero. È arrivato a parametro zero e ha fornito 7 gol e 5 assist tra Serie A e Champions League. Il club potrebbe decidere di monetizzare da una sua cessione o puntare ancora su di lui.

Lloyd Kelly - La scorsa stagione era stato ai limiti del disastroso, quest'anno i tifosi l'hanno soprannominato 'Kellyni'. Una sorta di dr. Jekyll and mr. Hyde della difesa bianconera. Per ora è titolare, ma tornerà quello dell'anno scorso?

Andrea Cambiaso - Un anno fa lo aveva cercato il Manchester City e questo fa capire quali sono le sue potenzialità. La realtà, però, racconta una storia diversa, fatta di prestazioni altalenanti ed errori. Potrebbe restare ma di fronte a una buona offerta...

Weston McKennie - Sembra assurdo vederlo in questa lista dopo quanto fatto vedere in campo, ma il contratto dell'americano è in scadenza e finché non verrà trovato l'accordo per il rinnovo è impossibile non metterlo tra i giocatori in bilico. Wes si sta rivelando il jolly tuttofare della Juve, soldato imprescindibile e vero bomber della squadra. I tifosi lo vogliono vedere ancora in squadra, l'allenatore anche ma manca ancora la cosa più importante, la firma (il punto sulla situazione).

Michele Di Gregorio - Alterna buone parate ad errori grossolani come quello visto nel derby d'Italia contro l'Inter. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Certo, probabilmente ci sono problemi più urgenti da risolvere, ma i tifosi sono stufi delle sue prestazioni. Futuro in dubbio.

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Mistero Koopmeiners e dubbio David: i giocatori in bilico

Jeremie Boga - L'esterno ivoriano è a Torino in prestito con diritto di riscatto per circa 5 milioni di euro. Il classe 1997 fin qui è stato una buona alternativa a Yildiz quando chiamato in causa ma non è ancora stata presa una decisione per il suo futuro.

Emil Holm - Discorso simile a Boga. Il terzino svedese è arrivato alla Juve a gennaio in prestito con diritto di riscatto fissato a circa 15 milioni di euro. La cifra è alta e la dirigenza deve ancora decidere se puntare ancora su di lui o meno.

Teun Koopmeiners - Fin qui rientra di diritto tra i più grandi flop della storia recente della Juve. L'olandese era stato comprato per fare il trequartista ma con Spalletti è finito a fare il difensore centrale. Contro il Galatasaray ha segnato una doppietta (qui le sue parole), facendo vedere un lampo della sua qualità ma è troppo poco per garantirgli la conferma.

Carlo Pinsoglio - Il terzo portiere bianconero è ormai una leggenda, l'uomo spogliatoio per eccellenza. Nonostante questo il suo futuro è in bilico. Ad aprile avrà 36 anni e il suo contratto scadrà a giugno.

Dusan Vlahovic - Sarebbe dovuto essere l'attaccante del futuro, il bomber che avrebbe sistemato i problemi della Juve ma non è riuscito a rispettare le aspettative. Il suo pesantissimo contratto lo lega ai bianconeri fino al termine di questa stagione e le trattative per il rinnovo si sono arenate. Per il momento è destinato a salutare a parametro zero, ma la dirigenza bianconera potrebbe anche provare a riaprire le trattative.

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Da Gatti a Zhegrova: i giocatori in partenza

Federico Gatti - Tanta grinta e personalità, ma non basta. Il difensore italiano è subentrato al posto di Bremer contro il Galatasaray e ha dimostrato di non essere neanche lontanamente allo stesso livello del brasiliano. Alla giusta offerta può essere venduto.

Juan Cabal - Semplicemente disastroso. Se nelle altre uscite stagionali (non molte) il colombiano aveva fatto intravedere buone cose, in Champions League la sua prestazione è stata da insufficienza gravissima. L'impressione è che non abbia la mentalità giusta per poter giocare sotto pressione e ad alti livelli.

Lois Openda - Con le maglie di Lens e Lipsia ha segnato più di 60 gol in 3 stagioni ma con la Juve non è scoccata la scintilla. Il belga sta facendo tantissima fatica e fin qui ha trovato soltanto 2 reti. Con David infortunato, Spalletti ha preferito mettere McKennie centravanti a lui, chiaro segnalo di come l'allenatore non creda nelle sue qualità. Verrà riscattato per più di 40 milioni di euro, ma il suo futuro non sembra poter essere a Torino.

Edon Zhegrova - AAA cercasi Zhegrova. Acquistato in estate per circa 18 milioni di euro tra parte fissa e bonus, l'esterno kosovaro ha trovato fin qui pochissimo spazio. Appena 374 minuti in campo per il classe 1999, che non riesce a tornare al 100% della forma. Spalletti chiede ai suoi esterni maggiore propensione difensiva e spirito di sacrificio ed Edon non sembra rispondere a questo identikit.

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