Juve, il pagellone 2025: Kalulu rinasce, Kelly cosa fa, McKennie l’aggiustatutto, Vlahovic flop

Tutti i voti e i giudizi dell'anno bianconero: dalle scelte folli e insensate di Motta al lavoro di Spalletti. Chi ha brillato, chi ha sempre risposto presente e chi non è stato all'altezza

Il 2025 lascia il passo al 2026: quello ormai alle spalle è stato un anno di grandi cambiamenti in casa Juventus. In primis dal punto di vista tecnico, con tre allenatori in dodici mesi: il progetto rinnovamento di Giuntoli con Thiago Motta è fallito su tutta la linea prima anche di finire il campionato, cacciati ds e allenatore e squadra affidata a Igor Tudor, qualificatosi per la Champions all'ultima partita. Tudor, uscito alle prime difficoltà al Mondiale per Club e incapace di dare una svolta vincente ai bianconeri a inizio stagione, ha poi lasciato il posto a Luciano Spalletti che ora guida la Vecchia Signora con abilità ed esperienza verso i piani alti. 

Tralasciando i cambiamenti societari, restando sul campo, sono stati 365 giorni che hanno segnato bocciature definitive, rinascite, ma anche consacrazioni, vedendo sbocciare talenti come quello di Kenan Yildiz, col 10 sempre più centrale nel progetto. Un anno iniziato tra le difficoltà ma che saluta con consapevolezze e certezze ritrovate, figlie di un filotto di risultati importanti maturati tra le varie competizioni. Come sempre, un anno che finisce traccia una linea, portando agli inevitabili bilanci: quindi ecco il pagellone 2025 della Juve.

Juve, i ceduti a gennaio: Danilo 5.5 e Fagioli 5

Menzione particolare per chi ha iniziato il 2025 con i colori bianconeri addosso, ma lasciando la Juve praticamente subito. Parliamo di Danilo e di Nicolò Fagioli, che si sono trasferiti rispettivamente a Flamengo e Fiorentina lo scorso gennaio. Il difensore brasiliano, oltre 200 presenze e fascia da capitano del club, nel lasso di tempo vissuto in bianconero nel 2025 non è mai stato convocato dall'allora allenatore bianconero Thiago Motta, tra i primi nomi dell'epurazione mottiana di quelli sopravvissuti al mercato disastroso di Giuntoli (via Huijsen, dentro Kelly, via Barrenechea e Iling Junior dentro Douglas Luiz e Koopmeiners, via Soulé dentro Nico Gonzalez...). L'ex Real Madrid e Manchester City alla fine è tornato in patria a mietere successi (Libertadores su tutte, con un suo gol lasciando un ricordo emotivo indelebile a Torino ai tifosi e, come rimarcato poco tempo fa, definendo la Juventus la squadra più importante della sua carriera. Al netto delle emozioni però il suo rendimento era in evidente calo già a fine 2024, con partite incubo come Stoccarda e qualche prestazione positiva, sicuramente non da sufficienza.

A salutare a gennaio 2025 è stato anche Fagioli. Per il centrocampista una vita vissuta in bianconero, fino ad arrivare alla prima squadra, e il superamento di un periodo difficile con la Juventus sempre vicina. Il suo talento doveva essere al centro della rinascita anche della Juve ma dopo un primo momento di continuità Thiago Motta non ci ha mai creduto fino in fondo. Nel suo caso nel mese di gennaio tre apparizioni (giocando complessivamente 14') e 6 partite vissute totalmente in panchina, prima della decisione comune di arrivare ad un trasferimento direzione Fiorentina.

I portieri: Di Gregorio 5, Perin 6, Pinsoglio S.V.

Arriva da interista convinto, portato da Giuntoli dal nulla dopo una buona stagione al Monza con una spesa di quasi venti milioni e per fargli posto viene mandato via a forza Szczesny, un gigante dei pali mondiale. Va da sè che Di Gregorio per prendersi una sufficienza da Juventus debba dimostrare molto, purtroppo non riuscendoci spesso. Prestazioni importanti ma deficit altrettanto evidenti, gol presi da lontano senza potenza né piazzamento nei tuffi e un problema evidente nelle uscite che è costato già alle Juve di Motta e Tudor tantissimi gol presi di testa da posizioni ravvicinate. Resta molto criticato e continua a lasciare la sensazione che con un portiere da Juve lui farebbe tanta panchina. RIM-HANDA-TO

Spalletti dopo il suo arrivo alla Continassa l'ha subito difeso, per dargli fiducia e serenità, proteggendolo da una rivalità con Perin che sarebbe stata sicuramente da valutare tecnicamente e sul campo. "È un gran bel portiere, da quando sono arrivato ha sbagliato quasi niente, sta facendo molto bene, è forte e per questo sarà il primo portiere per tutto l'anno. Poi come detto poco fa si cercano le esagerazioni e si va verso quella direzione là. Io guardo tante partite: mercoledì, martedì, giovedì, domenica, sabato, e ogni partita c'è un portiere di livello alto che sbaglia e penso 'Mamma mia, se lo sbaglia il mio portiere mi arrabbio'. Io non vedo questi sbagli che fa il mio portiere: non faccio nomi, ma se vediamo i portieri di squadre di primissimo livello fanno robe da matti. Io sono veramente molto contento del mio portiere".

Perin 6

Ad avercene di secondi portieri così. Ogni volta che è stato chiamato in causa, Perin ha risposto presente con grandissima professionalità, mettendo in discussione la titolarità di Di Gregorio. Un portiere di esperienza, che non a caso è finito nel mirino del Genoa, che lo rivorrebbe tra i pali rossoblù. In effetti è quasi un peccato vederlo così spesso in panchina, ma prima di venderlo il club bianconero dovrebbe trovare un suo sostituto all'altezza, operazione tutt'altro che facile. AFFIDABILE

Pinsoglio S.V.

La bellezza di zero minuti in campo ma, ovviamente, anche zero gol subiti e zero clean sheet. Il terzo portiere bianconero non ha giocato neanche uno spezzone di partita in questo 2025 ma resta uomo spogliatoio. SURVIVOR

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Difensori: Bremer 8 comanda 

C'è una Juve con Bremer e una Juve senza Bremer. Il difensore brasiliano è di gran lunga la colonna portante della difesa bianconera e quando è stato infortunato, purtroppo troppo a lungo, la differenza si è fatta sentire. "Ho avuto questo brutto infortunio ma sono tornato bene, anche mentalmente", ha detto dopo il tanto atteso ritorno in campo. Motta e Tudor prima, Spalletti ora: tutti gli allenatori della Vecchia Signora hanno puntato con forza su di lui, affidandogli le chiavi della retroguardia. Solido, veloce, fisico, attento: ha sbagliato poco o nulla. Certezza totale, assoluta, un pilastro per una Juve che vuole vincere, che abbia fame come lui. COLOSSO

Kalulu 7

Un primo impatto devastante ma anche errori che sono costati punti pesanti e infine la rinascita con Spalletti. La Juve per meno di 18 milioni si è assicurata dal Milan un giocatore che, al netto di qualche amnesia difensiva di troppo, è forte e soprattutto duttile. Il francese in stagione ha giocato come braccetto di una difesa a tre, come esterno di centrocampo a cinque e come terzino destro. Il meglio da lui lo ha tirato fuori Spalletti, che lo ha valorizzato chiedendogli inserimenti in velocità e compiti anche offensivi. In questa stagione ha già segnato 1 gol e fornito 2 assist, sempre titolarissimo. Ora vale almeno 10 milioni in più. PIERINO CONTRO TUTTI

Gatti 6.5

Non sarà il difensore più pulito tecnicamente o preciso nelle uscite, ma ha una grinta e una passione più uniche che rare, sulle palle alte è una certezza e un pericolo costante per gli avversari, se c'è da marcare duro è l'uomo da scegliere. L'ex Frosinone ha dato tutto per i colori bianconeri, senza mai una parola fuori posto, neanche nei momenti più duri. Importante in campo e ancor di più all'interno dello spogliatoio. Con Spalletti sta giocando un po' meno ma per saggiarne le qualità basta sapere che uno come Allegri lo vuole al Milan. Messo in discussione tanto, forse troppo: tutti a magnificare Acerbi per la marcatura di Haaland nella finale di Champions poi persa dall'Inter, nessuno ricorda che l'ultimo difensore italiano - che meriterebbe di gran lunga la nazionale - ad annullare l'alieno norvegese era stato proprio lui in Champions. GATTI, NON PUGNETTE

Kelly 5.5

Arriva dal nulla e le sue prestazioni sono sciagurate: la prima parte del suo 2025 è stata da horror, unica nota positiva la tenuta fisica. Spalletti ha compattato la difesa e sta riuscendo a non sfigurare in questa parte di stagione. 14 presenze sia al centro della difesa che come braccetto sinistro. L'inglese è cresciuto tanto ma continua a non dare sempre le giuste garanzie. Il livello che serve per vincere è un altro e i 21 milioni spesi fin qui non sono stati ripagati, non raggiunge la sufficienza nell'anno e continua a non sembrare da Juventus. All'offerta della quale, d'altronde, non credeva neanche lui. COSA CI FACCIO QUI

Difensori/2: dal 6 di Rugani a...

8 presenze e 350 minuti in campo tra Serie A e Champions League con la maglia della Juve in questo 2025. Non è una prima scelta, ma resta un'alternativa valida ai titolari su cui Spalletti può contare. Chi si rivede, di ritorno, una delle facce che ha visto tutta la Juve vincente del decennio scorso, e che resterà ancora perché ha rinnovato con i bianconeri fino al 2028. Una scelta chiara da parte del giocatore e della società: Rugani è da Juve. Ah, ha giocato titolare contro il Real Madrid e contro di lui Mbappé ha finito la partita senza segnare, mettendo fine a una striscia continua quasi infinita. MBAPPE CHI?

Cabal 5.5

Aveva iniziato la stagione 2024/25 in maniera promettente ma poi un infortunio al crociato lo ha fermato, costringendolo a saltare gran parte del 2025. In questa stagione, il colombiano ha lentamente ritrovato la condizione fisica ma è stato comunque fermato da qualche problema fisico di troppo. Nonostante questo, però, è riuscito a segnare due reti pesantissime: quella dell'1-1 contro l'Atalanta e quella della vittoria contro il Bologna. Dei 34 punti conquistati in Serie A, 4 sono tutti suoi. Si sarebbe potuto meritare un 6, ma non lo abbiamo visto in campo abbastanza e quando lo ha fatto è sembrato spesso acerbo e poco attento. CROCE E DELIZIA.

Rouhi S.V.

L'esterno sinistro con Thiago Motta aveva trovato un po' di spazio, lanciato dall'ex tecnico del Bologna insieme a Mbangula e altri giovani. Poi l'italo brasiliano è stato esonerato e lui è tornato in panchina. Nella stagione 2025/26 è ancora a zero presenze in Serie A ed è tornato a fare la spola con la Next Gen. Impossibile valutarlo. NON ALL'ALTEZZA

Veiga 6,5

"Mai innamorarsi di un giocatore in prestito", un detto che viene spesso utilizzato nel mondo del calcio e che anche in questo caso è perfettamente valido. 6 mesi a Torino, 15 presenze e 1 assist, una parentesi breve ma ricca di grinta quella del portoghese, che in una stagione a tratti disastrosa è riuscito a essere decisivo e soprattutto a entrare nel cuore dei tifosi. L'estate scorsa l'addio, annunciato e inevitabile, e la decisione di non investire sul suo cartellino. Poi il ritorno al Chelsea e il trasferimento al Villarreal, dove gioca titolare e sta lottando con Barcellona e Real Madrid in campionato. RENATO NON A ZERO

Savona 6.5

Pronti, via: Motta lo lancia subito titolare in Serie A, promuovendolo dalla Next Gen. Una scelta che si rivela una delle poche cose buone fatte dall'allenatore italo-brasiliano a Torino. Il terzino italiano si è messo in tasca clienti scomodi come Leao e Kvaratskhelia all'esordio nella massima serie, segnando anche gol e cambiando anche ruoli con Thiago. Da qui i primi problemi: tanti minuti, un po' di fatica, un infortunio e un rendimento altalenante nella seconda parte di stagione. In estate Comolli lo vende, altro prodotto delle giovanili che poteva restare e ben figurare. Per i tifosi bianconeri è già un rimpianto: al Nottingham Forest si è già affermato e i tifosi inglesi se lo godono. ENTRO, SPACCO, VENDUTO CIAO

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Locatelli 6.5

Forse la pagella più difficile. Juventino marcio e capitano bianconero in un anno difficile come questo, ha sempre messo il cuore in campo e la faccia davanti alle telecamere. Se gli si chiede di essere trascinatore, non è questo il suo ruolo. Contestato da una parte nutrita di tifosi, non è un fuoriclasse né il giocatore più forte della squadra, ma resta un tassello importantissimo, ponte tra il recente passato e il futuro che si spera possa essere decisamente più brillante, dove possa fare più da polmone e interditore piuttosto che da cervello e regista. Gli si è chiesto tanto di non suo, lui ha sempre provato a mettercelo. E quando si è trattato di tirare un rigore da 80 milioni di euro, quello contro il Venezia che valeva la Champions, ha fatto un passo avanti lui tra i vari attaccanti e si è preso la responsabilità più grande di tutta la stagione. Realizzandolo. FACCIA SPORCA

Thuram 7

Forse l'unico vero acquisto imbroccato da Giuntoli. Fisicità, corsa, inserimenti gol: una prima parte di 2025 devastante, da top player assoluto, per la gioia di papà Lilian e il duello a distanza con il fratello Marcus all'Inter. Poi la flessione. Il francese non è riuscito a mantenere questi ritmi pazzeschi e in questa stagione ha collezionato soltanto 1 gol e 2 assist in 20 partite tra Serie A e Champions League. Resta comunque imprescindibile per dare forza al centrocampo e il giudizio su di lui non può che essere comunque più che positivo. L'impressione è che però possa dare qualcosa di più. Stanchezza? Possibile visto che in rosa non c'è un altro giocatore con le sue caratteristiche. GENEALOGICO

McKennie 7.5

Mediano, mezzala, esterno, terzino, trequartista: chi più ne ha, più ne metta. L'americano è il jolly della Juve, sempre pronto e disponibile a mettersi al servizio dell'allenatore e della squadra. Non avrà la tecnica di Yildiz, ma resta uno dei giocatori più forti e utili della squadra. Si impegna dal primo all'ultimo minuto di gioco, segna gol pesanti, non si lamenta mai ed è fondamentale per gli equilibri bianconeri. Ormai per Luciano Spalletti è imprescindibile, tanto che in un'intervista ha detto: "Le qualità le ha tutte, probabilmente gli manca qualcosa in tutte le posizioni un cui si mette, però poi è un ragazzo incredibile sotto l'aspetto della disponibilità, della forza, della corsa, del voler vincere i suoi duelli. Lui arriva al fondo della partita e il suo duello personale lo porta sempre a casa. Lo puoi mettere dove ti parte, in questo momento cambiamo qualcosa perchè lui ci permette di farlo". Ora resta soltanto una cosa da fare: il rinnovo. L'AGGIUSTATUTTO

Koopmeiners 4.5

Nel vocabolario alla voce "delusione" potrebbe tranquillamente esserci il suo nome. L'olandese era stato acquistato per diventare il fulcro della manovra offensiva bianconera, il giocatore in grado di fare la differenza con la sua qualità. E in effetti dopo quanto visto all'Atalanta, aspettarsi qualcosa del genere era più che giustificato, soprattutto dopo la lunga trattativa e i 58,4 milioni di euro spesi più bonus per il suo cartellino. La realtà dei fatti, purtroppo, è stata ben diversa. Il classe 1998 è sembrato un lontano parente di quello visto in nerazzurro, mai in grado di lasciare il segno. Soltanto 3 gol e 3 assist nella stagione 2024/25. Spalletti l'ha risvegliato spostandolo dalla trequarti alla difesa, dove giocava spesso in Olanda. Da braccetto sinistro in una Juve in crisi e senza grandi alternative in difesa, Koopmeiners ha convinto. Da dietro le sue qualità in fase di impostazione sono state esaltate e ora il prossimo passo sarà fare altrettanto a centrocampo, nel 4-2-3-1 che il tecnico bianconero sta lentamente costruendo. Ci riuscirà? Per ora la bocciatura resta ed è pesantissima. HO PERSO IL TEUN

Miretti 6

Dopo l'esperienza in prestito al Genoa, torna a Torino nella speranza di trovare spazio. Purtroppo però è stato fermato da qualche infortunio di troppo, riuscendo a giocare soltanto 5 partite in Serie A, nessuna da titolare. Il talento c'è, ma per giocare in una squadra come la Juve non basta. Serve qualcosa in più, soprattutto a livello di personalità. Ma chissà che quella grande giocata per il 2-0 a Pisa sia rimasta impressa nella sua testa come a dirgli "Guarda cosa riesci a fare quando giochi d'istinto e ci credi". TIMIDO

Adzic 6

Estate del 2024: la Juventus spende più di 7 milioni di euro per il cartellino di un giovane montenegrino classe 2006. La sua prima stagione? Appena 39 minuti in campo in Serie A e tanti dubbi. Ora la situazione è però cambiata e in questa prima metà di stagione Adzic ha già giocato 10 presenze tra campionato e Champions League ed è riuscito anche a segnare un gol pesantissimo. È stata sua, infatti, la rete del definitivo 4-3 che ha deciso il derby d'Italia contro l'Inter dello scorso 13 settembre, diventando di fatto un idolo per i tifosi. Potrebbe scrivere un manuale su come lasciare il segno in bianconero in manera rapida. Poi, nella confusione delle ultime gare under Tudor e con l'arrivo di Spalletti sta trovando meno spazio. Ma anche qui il talento c'è e si farà vedere. A tempo debito. REMEMBER THE NAME

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Douglas Luiz 4

Douglas Luiz potrebbe passare alla storia come uno degli acquisti più sbagliati della storia della Juve. L'operazione sembrava di quelle da manuale: poco più di 50 milioni di euro (a cui però vanno tolti i guadagni delle cessioni all'Aston Villa di Barrenechea e Iling-Junior) per assicurarsi le prestazioni di un giocatore in grado di segnare 10 gol e fornire 10 assist in un'unica stagione di Premier League. Perfetto no? Non proprio, perchè in realtà il brasiliano non è mai riuscito a rendere come da aspettative. Forma fisica scadente, scarsa propensione a dare aiuto alla manovra difensiva e in generale un feeling mai sbocciato con la Juventus e il calcio italiano in generale. La sua esperienza a Torino è terminata la scorsa estate dopo appena 27 presenze, 0 gol, 0 assist e una serie infinita di sogni infranti. Ah, non abbiamo considerato anche tutte le uscite a vuoto sui social... L'unica nota positiva, a parte aver portato l’ex fidanzata Alisha Lehmann nel calcio femminile italiano, potrebbe arrivare dal Nottingham Forest che ha acquistato in estate il giocatore in prestito con obbligo di riscatto legato al numero di presenze. Se dovesse rimanere in Inghilterra, come i tifosi sperano, la Juventus andrebbe a incassare 25 milioni di euro più bonusL'ANTI-SAMBA

Cambiaso 6

Il suo 2025 ha mostrato un volto diverso rispetto al giocatore dominante che aveva iniziato la passata stagione con Thiago Motta. Da regista laterale dominante, con Guardiola pronto a far follie per averlo al Manchester City nel mercato di gennaio, a una serie di passaggi a vuoto  imbarazzanti, che spesso hanno inciso sul risultato della Juve. Ora con Spalletti sembra aver ritrovato il sorriso perso nel corso dell'estate. L'allenatore lo ha definito come un giocatore tridimensionale, ma deve ritornare a incidere per ambire a voti migliori. La sufficienza è per la fiducia nei suoi mezzi tecnici e la duttilità, che nel calcio di Luciano possono fare la differenza. VORREI MA (FORSE) NON POSSO

Kostic 6

In estate è rientrato a Torino, dopo il prestito al Fenerbahce, e poi non è più partito. Ha saputo riprendersi la fiducia prima di Tudor e poi di Spalletti e ora è diventato un'alternativa sulla sinistra e un'opzione in più a gara in corso. Ha segnato già due gol e ha fornito un assist e ha accettato il ruolo in panchina senza troppe discussioni. Certo, alcune volte il mister deve spronarlo, come contro la Roma, e risulta troppo prevedibile poiché non usa letteralmente mai il destro. Ma quando viene messe in campo dà sempre il suo contributo. SINISTRA EBBASTA

Alberto Costa 6

Alla Juve è arrivato a fine gennaio nel mercato invernale, ma a lunghi tratti è stato un mistero. Quasi mai in campo con Motta e pochi minuti nelle gambe per dimostrare il suo valore. Con Tudor in panchina ha iniziato a farsi notare e sul finire di stagione ha giocato titolare, fornendo anche qualche buona prova. Al Mondiale per Club si è preso il posto da titolare sulla destra e ha realizzato anche qualche assist, una piccola scintilla di speranza per i tifosi bianconeri. Poi in estate però ha salutato tutti ed è andato via al Porto - che lo ha blindato subito con clausola da 60 mln - e non ha potuto risvegliare il suo "possibile potenziale latente". Una mossa incomprensibile da parte di Comolli anche perché il suo sostituto per ora è solo un'ombra a Torino. MAMMA HO PERSO LA JUVE

Joao Mario 4

I tifosi del Porto hanno fatto festa sui social al suo addio. Non gioca e un motivo ci sarà. Con Tudor ha collezionato qualche minuto, per poi scomparire piano piano. Poi con Spalletti, non ha quasi mai visto il campo. Ha molte lacune difensive e per il modulo bianconero è una mancanza notevole. Oltre a questo, sembra che il portoghese sia troppo, davvero troppo debole fisicamente per la Serie A. Nonostante questo l'augurio è che possa colmarle nel nuovo anno, per il suo bene e per quello della Juve, che avrebbe sulla destra un potenziale in più. Mercato permettendo. Pacco clamoroso preso da Comolli. CHI L'HA VISTO

Weah 7

Il suo inizio della passata stagione è stato a tratti devastante. Ha giocato in quasi tutti i ruoli (anche da punta) rispondendo sempre presente, segnando diversi gol: capocannoniere insieme a Vlahovic fino a quando l'allenatore lo ha tenuto in campo. Poi nel nuovo anno Motta ha iniziato ad arretrarlo fino alla panchina… via l’ex Inter, con l'arrivo di Tudor le cose non sono cambiate e in estate sono arrivati i saluti, ma sarebbe stato utile e non poco anche questa stagione. VERTICALE

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Yildiz 9.5

Yildiz in turco vuol dire stella. Un destino segnato già nel nome. E la sua luce ha brillato intensamente nel corso della passata stagione. Si è meritato il 10 sulle spalle e ha risposto con gol e prestazioni di alto livello. Ora è il leader tecnico della squadra, tutti pendono dalle sue giocate e dai suoi piedi. Arte che sprigiona emozione, rifiuta la rappresentazione oggettiva delle cose e le trasforma creando una Juve più forte di quanto appare. E il 10 esce dagli schemi, è praticamente l'unico che dispone della libertà di fare quello che vuole in campo.“Gli voglio bene come a un figlio” ha detto Spalletti, un pensiero che può essere traslato anche a tutti i tifosi bianconeri. Di perle ne ha realizzate tante, contro l’Inter si è esaltato sempre, nel match più sentito. Il peso delle responsabilità non lo ha abbattuto, anzi è migliorato sempre di più e si è preso in mano la squadra. Ora Comolli deve non solo blindarlo ma anche costruirgli una squadra vincente attorno. KENANDINSKIJ

Mbangula 6,5

Ha iniziato la stagione 2024/25 alla grande, con Motta che gli ha dato fiducia e lui che lo ha ripagato con gol e assist. Prestazioni di altissimo livello per il giovane talento venuto della Next Gen, che molti hanno subito accostato a Yildiz. Poi la scelta dell'allenatore italo-brasiliano di farlo giocare sempre meno. Il belga è sparito dalle rotazioni e la scorsa estate è arrivata la cessione in Bundesliga per appena 10 milioni di euro. Soldi facili, che però come spesso accaduto negli ultimi anni hanno portato anche a cocenti delusioni e rimpianti. Mbangula, infatti, con la maglia del Werder Bremer è già protagonista autore fin qui di 3 gol e 3 assist in 13 presenze nel campionato tedesco. Sarebbe potuto essere parte del futuro bianconero e invece... IO NON TI VOGLIO, TI PREVENDO

Openda 5

Ha tutto il 2026 per trasformare questo voto in positivo, ma l’inizio nel mondo bianconero non è stato dei migliori. Ci ha messo molto ad integrarsi e ad entrare nei meccanismi e prima dell’infortunio di Vlahovic era addirittura diventato la terza scelta in attacco. Ora ha alzato un po’ il livello, la sua utilità tattica si è vista contro le squadre che difendono alte e si è tolto la soddisfazione di segnare due gol importanti (contro Bodo Glimt e Roma) ed essere più decisivo anche nel gioco, come contro il Bologna. Alla Juve non sono ammesse pause, deve farlo sempre e con la voglia che aveva fatto vedere in Bundesliga, dove aveva mostrato un senso del gol decisamente più concreto di certe ciabattate viste finora. SVEGLIA KUNDALINI

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Conceicao 7

Nel calcio moderno un giocatore come lui non solo è fondamentale, ma a tratti diventa imprescindibile. Qualche infortunio di troppo lo ha frenato, ma quando gioca è sempre una spina nel fianco per le difese avversarie. Salta l’uomo con una facilità disarmante e crea sempre superiorità numerica. Nelle gare chiuse diventa ossigeno per i bianconeri. Deve migliorare nelle scelte finali e aumentare il numero di gol e assist, ma da quando è arrivato a Torino ha collezionato 16 g+a ed è stato determinante per il quarto posto dello scorso anno. In estate il suo acquisto è stata una lunga telenovela, risolta positivamente al contrario di Kolo Muani, e ora in bianconero può continuare a crescere. Spalletti conta su di lui, con Yildiz è l'uomo chiamato a saltare l'avversario, dare superiorità, fornire assist e gol. Maltrattato dai difensori, soffre anche l'atteggiamento contrario degli arbitri che puniscono spesso il suo talento invece delle scarpate avversarie. MEU AMIGO

Zhegrova 6.5

Quando ha la palla tra i piedi, tutto lo stadio si esalta. Ci sono giocatori e poi c’è Zhegrova. Quando entra a gara in corso è sempre un fulmine sulla destra, diventa indomabile. Lo staff della Juve - il nuovo ingresso Burgess in primis - sta lavorando per riportarlo al massimo della forma, per dare a Spalletti un giocatore in grado di incidere sin dal primo minuto. Per ora una sola partita da titolare, contro il Pafos, dove ha dimostrato che per ora il lavoro da fare per giocare novanta minuti è tanto. Il prossimo step è chiaro: passare da 20’ a 70’. E magari poi non fermarsi più. Per la gioia del pubblico a casa e di chi è allo stadio. “Ne ho visti pochi con la sua qualità” ha detto il mister, che ha ribattezzato la sua giocata come “zeppetta”. E nel 2026 i bianconeri sperano di vederne tante, perché quando entra spacca la partita ricordando il talento di Douglas Costa. MASTRO ZEPPETTA

Nico Gonzalez 4.5

Oblio in bianconero, la sua stagione alla Juve si può riassumere con questo titolo. Non è riuscito ad incidere a Torino, tra tanti infortuni e prestazioni opache, e tutti i tifosi sperano che possa giocare più a lungo possibile con l’Atletico Madrid per essere riscattato. La delusione a Torino è stata tanta, anche perché per lui la Juve ha rinunciato a Soulé, che ora alla Roma sta mostrando tutto il suo talento. Altro che Speedy, nella Vecchia Signora si è mosso a passo da moviola. SLOW GONZALEZ

Vlahovic 5

Tanti fischi assordanti in estate hanno accompagnato tutte le uscite di Vlahovic con la Juve. Un rinnovo mai arrivato e una cessione che è rimasta in bilico fino all’ultimo giorno di mercato. Nella passata stagione ha iniziato abbastanza bene, qualche gol seppur tra errori e orrori tecnici. Poi la grande frenata e i gol sbagliati, che lo hanno sempre di più allontanato dalle grazie dei tifosi. Ora è riuscito a ricucire il rapporto, mettendo in campo grinta e voglia di dimostrare. Ma gol sempre pochi, uno stipendio senza senso assoluto, un impatto mai travolgente, un infortunio che ora lo terrà fuori fino a febbraio e dal quale comunque la Juventus ha infilato un filotto di 7 vittorie su 8 partite senza il 9. Che la prossima stagione avrà un altro padrone. DEVET...ANDARE VIA

David 5

Altro che Iceman, per ora alla Juventus non ha dimostrato di essere freddo. Gli errori sotto porta sono stati tantissimi, alcuni madornali come in Champions League contro il Villarreal. È arrivato a zero e quindi non si porta il peso del cartellino sulle spalle, ma per ora non ha ripagato la fiducia della società e dell’algoritmo. Il gol alla prima giornata ha illuso molti, poi è arrivato il calo. Ha sempre segnato e sicuramente potrà farlo anche in bianconero, ma per ora il suo impatto non è stato sufficiente. E negli occhi dei tifosi ci sono ancora i tremendi errori contro il Villarreal e quella grande occasione sprecata goffamente contro il Milan. ASPETTANDO GODOT

Kolo Muani 7

È arrivato a Torino e non ha perso tempo per incidere, segnando la media di un gol a partita. Si è inserito subito nel gruppo e ha riportato alla Juve una cosa molto importante: il senso del gol. Poi Motta lo ha spostato sull’esterno, per farlo convivere anche con gli altri attaccanti, ma in questo modo ha allontanato la minaccia più importante dalla porta rivale. Ha aiutato la Vecchia Signora a conquistare il quarto posto Champions League con una rete importante contro il Venezia all’ultima giornata. In estate ha espresso tutta la sua voglia di restare alla Juve, ma il club non è riuscito a raggiungere un accordo con il Psg. E con il senno di poi sarebbe servito come il pane. DAMMI SOLO UN MUANITO

Milik SV

Zero presenze per Arek, con l'incubo infortuni che ha caratterizzato tutto il suo 2025... o quasi. Il polacco, fermo ai box da prima dell'inizio della sciagura Motta, è uscito in questo periodo dal labirinto dei suoi problemi al ginocchio e del JMedical. Insomma, a modo suo c'è anche lui. Come una presenza che si aggira per la Continassa e che in Juve-Roma ha rivisto addirittura la convocazione dopo 574 giorni di stop. Non ci credeva e non ci crede più nessuno, sia chiaro. Ma l'incredibile è che se dovesse tornare in forma il posto se lo giocherebbe eccome. Insomma, come se stesse incarnando alla perfezione un vecchio motto latino, da Arcadia alla presenza del polacco alla Juve il passo è breve. ET IN ARKADIUS EGO

Motta 3

Un'allucinazione collettiva, una speranza affogata presto in un mare di incapacità e presunzione e lentamente trascinatasi fino ai fallimenti in Champions, Coppa Italia e campionato per una separazione da disperazione a marzo. Tra la Juventus e Thiago Motta, l'uomo di Giuntoli, si è avvertita un'incompatibilità di fondo palesatasi in maniera limpida col passare delle settimane. Perché se l'inizio della sua avventura a Torino era sembrata l'inizio di una nuova era, il 2025 bianconero di Motta è stata la certezza di come si sia trattato di un errore enorme: continui cambi di ruolo per i giocatori, la scelta controversa di far ruotare compulsivamente il capitano, titolarità improvvise e panchine altrettanto inspiegabili, parlare di poca empatia venutasi a creare tra il tecnico e la squadra sembra essere quasi un eufemismo. A scrivere la parola fine, come sempre accade, i risultati: l'eliminazione Champions agli spareggi per mano di un Psv non certo irresistibile, quella incredibile e vergognosa in Coppa Italia contro le riserve dell'Empoli, per poi concludere il tutto con i pesantissimi passivi con Atalanta e Fiorentina. Un'idea di calcio che ispirava inizialmente fiducia ma che di fatto a Torino non si è mai vista, in più innumerevoli investimenti condivisi con l'allora dirigenza senza che questi siano mai riusciti ad incidere in campo, il tutto condito con risultati deludenti. E, ciliegina amara su una torta immangiabile, la cessione avallata di talenti fortissimi messi ai margini trattati come scarponi: Huijsen fatto fuori e diventato centrale del Real Madrid e futuro dei prossimi dieci anni della Spagna. MA È DEL MESTIERE QUESTO?

Tudor 6-

La parentesi di Igor Tudor alla guida della Juventus da allenatore non è andata pienamente come sperato, eppure ad un certo punto i presupposti per proseguire insieme sembravano esserci tutti. L'arrivo non è stato propriamente facile, raccogliendo le macerie di quanto aveva lasciato il suo predecessore, ma tra le tante difficoltà era riuscito a portare la nave in porto, e cioè i bianconeri al piazzamento Champions. A colpire la sua concretezza, la sua sincerità, raggiungendo l'obiettivo prefissato badando al sodo. Eppure che qualcosa fosse cambiato col passare delle settimane e con l'inizio della nuova stagione era lampante. Diversi i motivi alla base della separazione: il rapporto evidentemente mai nato con Comolli nonostante il rinnovo pre Mondiale arrivato più per mancanza di alternative che per scelta convinta, divergenza di vedute con la società su alcune dichiarazioni da parte dello stesso tecnico (vedi il post partita di Verona con la dura uscita sugli arbitri fino al pre gara di Como nel quale aveva, sostanzialmente, fatto le pulci al modo di operare sul mercato da parte della società). Ma chiaramente ad incidere più di tutto i risultati: 8 gare senza vittorie, un gioco senza sbocchi e una situazione di classifica hanno portato all'inevitabile separazione, nonostante la squadra fosse ancora dichiaratamente dalla sua parte (come evidenziano le parole di Perin dopo il ko con la Lazio, l'ultima di Tudor sulla panchina bianconera). IGOR VELENO

Spalletti 8

Un finale di 2025 in netta ripresa per la Juve: se non tutto, sicuramente tanto è merito di Luciano Spalletti. Il tecnico è sbarcato a Torino dopo la cocente delusione con l'Italia, assumendosi la responsabilità di arrivare in una società con grandi aspettative ma con una squadra reduce da un periodo decisamente sottotono. Col passare delle settimane è riuscito a radicarsi perfettamente all'interno del contesto squadra, inanellando una serie di risultati quasi insperati e dando vita ad una doppia rinascita: la sua e della Juventus. Dal suo arrivo in bianconero 12 partite giocate, con ben 8 vittorie, 3 pareggi e 1 solo ko, quello col Napoli. Un rendimento che ha consentito ai bianconeri di rialzarsi nella classifica generale in Champions League, di approdare ai quarti di Coppa Italia e soprattutto di riposizionarsi a ridosso dei primi 4 posti in Serie A. Risultati che hanno di conseguenza portato morale: una Juve che, grazie all'approdo di Spalletti, conclude positivamente il 2025 guardando con grandissima fiducia al 2026. È ARRIVATO IL PROFESSORE

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Il 2025 lascia il passo al 2026: quello ormai alle spalle è stato un anno di grandi cambiamenti in casa Juventus. In primis dal punto di vista tecnico, con tre allenatori in dodici mesi: il progetto rinnovamento di Giuntoli con Thiago Motta è fallito su tutta la linea prima anche di finire il campionato, cacciati ds e allenatore e squadra affidata a Igor Tudor, qualificatosi per la Champions all'ultima partita. Tudor, uscito alle prime difficoltà al Mondiale per Club e incapace di dare una svolta vincente ai bianconeri a inizio stagione, ha poi lasciato il posto a Luciano Spalletti che ora guida la Vecchia Signora con abilità ed esperienza verso i piani alti. 

Tralasciando i cambiamenti societari, restando sul campo, sono stati 365 giorni che hanno segnato bocciature definitive, rinascite, ma anche consacrazioni, vedendo sbocciare talenti come quello di Kenan Yildiz, col 10 sempre più centrale nel progetto. Un anno iniziato tra le difficoltà ma che saluta con consapevolezze e certezze ritrovate, figlie di un filotto di risultati importanti maturati tra le varie competizioni. Come sempre, un anno che finisce traccia una linea, portando agli inevitabili bilanci: quindi ecco il pagellone 2025 della Juve.

Juve, i ceduti a gennaio: Danilo 5.5 e Fagioli 5

Menzione particolare per chi ha iniziato il 2025 con i colori bianconeri addosso, ma lasciando la Juve praticamente subito. Parliamo di Danilo e di Nicolò Fagioli, che si sono trasferiti rispettivamente a Flamengo e Fiorentina lo scorso gennaio. Il difensore brasiliano, oltre 200 presenze e fascia da capitano del club, nel lasso di tempo vissuto in bianconero nel 2025 non è mai stato convocato dall'allora allenatore bianconero Thiago Motta, tra i primi nomi dell'epurazione mottiana di quelli sopravvissuti al mercato disastroso di Giuntoli (via Huijsen, dentro Kelly, via Barrenechea e Iling Junior dentro Douglas Luiz e Koopmeiners, via Soulé dentro Nico Gonzalez...). L'ex Real Madrid e Manchester City alla fine è tornato in patria a mietere successi (Libertadores su tutte, con un suo gol lasciando un ricordo emotivo indelebile a Torino ai tifosi e, come rimarcato poco tempo fa, definendo la Juventus la squadra più importante della sua carriera. Al netto delle emozioni però il suo rendimento era in evidente calo già a fine 2024, con partite incubo come Stoccarda e qualche prestazione positiva, sicuramente non da sufficienza.

A salutare a gennaio 2025 è stato anche Fagioli. Per il centrocampista una vita vissuta in bianconero, fino ad arrivare alla prima squadra, e il superamento di un periodo difficile con la Juventus sempre vicina. Il suo talento doveva essere al centro della rinascita anche della Juve ma dopo un primo momento di continuità Thiago Motta non ci ha mai creduto fino in fondo. Nel suo caso nel mese di gennaio tre apparizioni (giocando complessivamente 14') e 6 partite vissute totalmente in panchina, prima della decisione comune di arrivare ad un trasferimento direzione Fiorentina.

I portieri: Di Gregorio 5, Perin 6, Pinsoglio S.V.

Arriva da interista convinto, portato da Giuntoli dal nulla dopo una buona stagione al Monza con una spesa di quasi venti milioni e per fargli posto viene mandato via a forza Szczesny, un gigante dei pali mondiale. Va da sè che Di Gregorio per prendersi una sufficienza da Juventus debba dimostrare molto, purtroppo non riuscendoci spesso. Prestazioni importanti ma deficit altrettanto evidenti, gol presi da lontano senza potenza né piazzamento nei tuffi e un problema evidente nelle uscite che è costato già alle Juve di Motta e Tudor tantissimi gol presi di testa da posizioni ravvicinate. Resta molto criticato e continua a lasciare la sensazione che con un portiere da Juve lui farebbe tanta panchina. RIM-HANDA-TO

Spalletti dopo il suo arrivo alla Continassa l'ha subito difeso, per dargli fiducia e serenità, proteggendolo da una rivalità con Perin che sarebbe stata sicuramente da valutare tecnicamente e sul campo. "È un gran bel portiere, da quando sono arrivato ha sbagliato quasi niente, sta facendo molto bene, è forte e per questo sarà il primo portiere per tutto l'anno. Poi come detto poco fa si cercano le esagerazioni e si va verso quella direzione là. Io guardo tante partite: mercoledì, martedì, giovedì, domenica, sabato, e ogni partita c'è un portiere di livello alto che sbaglia e penso 'Mamma mia, se lo sbaglia il mio portiere mi arrabbio'. Io non vedo questi sbagli che fa il mio portiere: non faccio nomi, ma se vediamo i portieri di squadre di primissimo livello fanno robe da matti. Io sono veramente molto contento del mio portiere".

Perin 6

Ad avercene di secondi portieri così. Ogni volta che è stato chiamato in causa, Perin ha risposto presente con grandissima professionalità, mettendo in discussione la titolarità di Di Gregorio. Un portiere di esperienza, che non a caso è finito nel mirino del Genoa, che lo rivorrebbe tra i pali rossoblù. In effetti è quasi un peccato vederlo così spesso in panchina, ma prima di venderlo il club bianconero dovrebbe trovare un suo sostituto all'altezza, operazione tutt'altro che facile. AFFIDABILE

Pinsoglio S.V.

La bellezza di zero minuti in campo ma, ovviamente, anche zero gol subiti e zero clean sheet. Il terzo portiere bianconero non ha giocato neanche uno spezzone di partita in questo 2025 ma resta uomo spogliatoio. SURVIVOR

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Juve, il pagellone 2025: Kalulu rinasce, Kelly cosa fa, McKennie l’aggiustatutto, Vlahovic flop
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Difensori: Bremer 8 comanda 
3
Locatelli 6.5
4
Douglas Luiz 4
5
Yildiz 9.5
6
Conceicao 7